Nel XVIII secolo Paolo Leopoldo di Borbone, conte di Siracusa, riceve da suo cugino re Ferdinando I, un podere a picco sul mare precedentemente appartenuto ai Gesuiti. Il conte, nel 1792, si fa costruire una villa di delizie in stile neoclassico che prende il nome di "Poggio Siracusa" e diventa un rifugio e luogo di svago per la nobiltà dell'epoca.
Con l’Unità d’Italia e la caduta dei Borbone, la proprietà fu acquistata dai principi russi Cortchacow che vi si trasferirono nel 1883.
In questi anni la villa visse un momento di grande splendore: i nuovi proprietari vi dedicarono cure e attenzioni e in particolare la giovane principessa Elena, appassionata di botanica, trasformò il giardino in un luogo delle meraviglie, popolandolo di specie esotiche raccolte durante i suoi viaggi.
Quelli dei Cortchacow furono anni di feste e ricevimenti a cui parteciparono numerosi personaggi illustri dell’aristocrazia europea, che contribuirono a diffondere all'estero la fama della Costiera Sorrentina.
Con la Rivoluzione russa del 1917, la famiglia Cortchacow cadde in disgrazia e la proprietà, che non potevano più mantenere, fu messa in vendita sotto la tutela della Sovrintendenza.
Fu acquistata nel 1959 dall'ingegnere Roberto Fernandes, un imprenditore partenopeo innamorato della propria terra, che voleva traformarla in un albergo sul mare.
Fernandes stava investendo con piglio visionario e grande coraggio nell’allora nascente comparto turistico. Appena qualche anno prima aveva costruito il modernissimo Hotel Royal sul lungomare di Napoli e ne aveva affidato il design degli interni e della piscina all’architetto Gio Ponti, una delle personalità artistiche più incisive nella storia del gusto e dello stile italiano.
L’ingegner Fernandes sapeva bene che per accogliere il turista moderno era necessario costruire un edificio con tutti i comfort, e voleva farlo non solo rispettando la vocazione naturalistica e la bellezza di quel luogo, ma, se possibile, valorizzandola.
Non ebbe, dunque, alcun dubbio nell’affidare il progetto a Gio Ponti, con il quale si era creato un sodalizio umano e professionale in occasione del progetto del Royal.
Ponti accettò con entusiasmo la sfida e curò il progetto dalle fondamenta alle decorazioni. L’11 aprile del 1962, inaugurò il Parco dei Principi di Sorrento, uno dei primi design hotel al mondo.
Da allora, il Parco dei Principi non ha soltanto accolto i turisti alla scoperta delle bellezze della costiera sorrentina, ma è diventato meta di studio per architetti, designer ed esperti di moda e costume.
Citato in libri e riviste, i suoi arredi sono oggetto di mostre ed esposizioni ed è stato l’iconico scenario di film e ispirazione di collezioni di moda.
Oggi l’hotel è parte del Royal Group, il marchio fondato nel 2001 dagli eredi dell’Ingegner Fernandes, che racchiude, oltre al Royal Continental e al Parco dei Principi, il Relais Regina Giovanna e il So' lifestyle hotel, sempre a Sorrento: strutture molto diverse da loro e tutte dotate di un carattere unico.
Nel 2002 in occasione dei lavori di ammodernamento e adeguamento, l'hotel è stato oggetto di un restauro filologico, realizzato con la consulenza dall’architetto Fabrizio Mautone, che, a partire da schizzi e documenti, ha restituito alla struttura il suo aspetto originario in ogni dettaglio.
Grazie al lavoro dei migliori artigiani italiani, sono stati recuperati materiali, finiture e arredi e nel 2012, in occasione dei suoi 50 anni è stato allestito un percorso museale permanente che offre un approfondimento sulla struttura e, più in generale, sull’opera di Ponti.
Nel 2022 è stato intrapreso un importante progetto che riguarda il Giardino Botanico: l’area verde è stata affidata al curatore Giovanni Masucci, incaricato della gestione, tutela e valorizzazione di questo patrimonio storico-naturalistico. Non solo spazio di bellezza ma anche testimonianza della storia del territorio ed esempio di come il patrimonio naturale possa contribuire al benessere collettivo.
“L’architetto immagina una struttura
dove nulla è lasciato al caso, tutto contribuisce a conciliare comfort e bellezza, modernità e natura.”